Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Nota introduttiva dell'autrice: Poiché ci sono due coppie nella storia ho messo la spunta su Het ma la storia non verte su assolutamente niente di romantico (i personaggi principali sono madre e figlio). Non è che qualcuno/a di voi sarebbe disposto a fare copertine per i miei racconti? Ogni volta devo arrangiare con google immagini che non mi offrirà mai, per quanto siano davvero molto belle quelle che trovo, immagini al 100% come le ho in mente io.
Come ogni anno la famiglia Brooks era giunta alla fattoria White per trascorrervi le vacanze estive. I due bambini, Rachel e Luke, erano come sempre felicissimi di trascorrere lì le vacanze: La fattoria comprendeva svariati acri di terreno... l'unico piccolo neo consisteva nella proibizione assoluta, da parte di Sarah la loro madre, di avventurarsi nel bosco... lei sosteneva che era pericolosissimo e li avrebbe messi in punizione se li avesse scoperti a disobbedirle su questo.
Quella volta però Luke non resistette alla curiosità e alla sete di avventura così approfittando del gran da fare che avevano tutti, comprensibile essendo appena arrivati... tra bagagli da disfare e tutto il resto, andò di nascosto verso il bosco, tanto era sicuro che non l'avrebbero mai scoperto.
Tornò non molto tempo dopo, spaventatissimo, gridando e correndo a rotta di collo. Quando si fu calmato abbastanza da poter parlare raccontò di avere avvistato una chimera nel bosco e di esserle sfuggito a malapena. Mentre correva ogni tanto, istintivamente, si voltava indietro a guardare e così aveva notato che il mostro non l'aveva più inseguito una volta rientrato nei confini della fattoria, quasi come se al pari di un vampiro gli servisse un invito esplicito per entrarvi, solo che era così terrorizzato da non fermarsi comunque fino a casa.
I nonni finsero di credergli, suo padre Mark e sua sorella Rachel non gli credettero per niente. Solo sua madre mostrò genuinamente di credergli... ma non gli evitò comunque la punizione: due settimane senza videogiochi. Mark non si capacitava di come sua moglie credesse a una sciocchezza del genere e fu a quel punto che lei iniziò a raccontare senza fermarsi:
«Quando avevo sei anni un mattino, mi svegliai dopo aver sognato una mappa del tesoro che conduceva nel folto del bosco, io fino allora non avevo mai osato addentrarmi troppo in profondità soprattutto per paura di perdermi, per l'età che avevo, non è strano che credessi alla veridicità di una mappa del tesoro vista in sogno. La disegnai subito nei minimi dettagli prima di poter scordare qualcosa. Dopo colazione, volendo evitare la verità... non avrei avuto il permesso, dissi ai miei che volevo andare a raccogliere mirtilli nel bosco: non crescevano troppo lontano ed ebbi facilmente il permesso di andarci da sola. La cesta di vimini che portai con me non doveva servirmi solo a copertura: m'immaginavo fare avanti e indietro mettendo un po' di monete d'oro in essa ogni volta. Quanto allo scavare l'avrei fatto con le mani.
Consultavo spesso la mappa, ormai non ricordavo quasi più il sogno, così quando mi finì inavvertitamente in un ruscelletto chinandomi per bere, l'arsura era terribile quell'Estate, non ne feci una tragedia... ormai ero sicura di averla memorizzata e che non solo non mi sarei persa ma avrei di sicuro trovato il tesoro.
A un certo punto vidi come un muro d'acqua che si estendeva da Nord a Sud, io camminavo verso Ovest in quel mentre, a perdita d'occhio per chilometri e chilometri... allora non me ne preoccupai e andai avanti pensando a un miraggio o illusione o roba del genere...tanto più che non mi sentivo bagnata attraversandolo: capii solo in seguito che si trattava di un portale magico verso un altro mondo e come io potevo attraversarlo in un senso le creature soprannaturali potevano nell'altro.
Giunsi dove avrei dovuto proseguire dritto ma il sentiero invece curvava. Avrei potuto attraversare il fitto sottobosco fuori dal sentiero ma dissi a me stessa che volevo trovare una strada più facile... pensai che in fondo proseguendo per il sentiero, avrei solo allungato un po'... fatto sta che ovviamente io finii per perdermi e a quel punto ero comprensibilmente molto spaventata e non m'importava più dell'oro ma solo di tornare a casa sana e salva.
Dopo quelle che mi parvero ore mi ritrovai davanti un ponte di legno e corde che si estendeva su un burrone così alto da non riuscire a vederne il fondo. Era tutto assurdo: a quanto ne sapevo io per svariati chilometri di raggio tutt'intorno alla fattoria non doveva esserci neanche un fosso o un pozzo in cui un bambino potesse cadere... figuriamoci addirittura un burrone del genere e ponti così vetusti non dovevano esistere proprio più negli States!
Stavo per accingermi a verificarne, toccandolo, la sicurezza per attraversarlo e chiedere aiuto, avendo notato una casetta dall'altra parte, quando con sommo terrore notai sopraggiungere due uomini armati di fucili: Pensai che mi avrebbero sparato per violazione di proprietà privata e corsi lungo il sentiero per salvarmi. Nella fuga notai il fiore più grande e bello che avessi mai visto e persi la cesta ma non mi fermai né per l'una né per l'altro. Chissà come riattraversai la barriera magica, che sparì subito dopo. Mi fermai esausta ad attendere i soccorsi. Quando mi trovarono nessuno volle credermi. Da allora non l'ho più raccontato a nessuno fino a ora. Anni dopo vidi una fata ma quella volta ero ben al sicuro entro i confini».